Tarocchi, Numeri, Lettere

Da giovane mi ero molto interessato ai tarocchi, carte veramente belle, cariche di simbologie, e che danno anche l’illusione di sapere cosa ci aspetta nel futuro. Ma solo ieri mi sono reso conto di un fatto.

Quando si parla di tarocchi vengono subito in mente gli Arcani Maggiori, quella serie di lame con strani personaggi allegorici, tra i quali tutti sanno c’è anche la Morte. Parlando con mia moglie ho notato che sapeva che tale lama il più delle volte non va presa come segno di un decesso, e non implica necessariamente nemmeno una cattiva notizia, ma non aveva mai fatto caso al fatto che essa porta anche il numero tredici, per antonomasia di cattivo auspicio in America. L’appeso, il precedente, ha il dodici, e tutti gli altri Arcani il proprio, tranne uno, il Matto, che non porta alcun numero. Ciò implica che queste carte hanno un ordine preciso. 

Non mi era mai venuto in mente prima che 22, il numero degli Arcani Maggiori, oltre ad essere sin dall’antantichità cruciale per la simbologia sacra, essendo per esempio il numero delle lettere dell’alfabeto ebraico, quello dei capitoli dell’Apocalisse, la circonferenza del diametro 7, altro numero di grande valore simbolico e magico (è anche il numero di aperture di un cranio umano), e primo multiplo di undici, è anche, e non sarà un caso, il numero delle lettere dell’alfabeto latino alle quali Borges delega la formazione delle parole della Biblioteca di Babele, che poi sono completate con spazio, punto, e virgola per un totale di 25 segni.
Borges non usa tutte le lettere dell’alfabeto inglese, che sono 26, per varie ragioni che spiega (troppo) brevemente il La Biblioteca Total, e per esempio perché alcune di esse non sono che la semplice combinazione di altre lettere, cioè non sono fondamentali, ma esistono per ragioni eminentemente pratiche. L’alfabeto italiano base è più corto sia di quello inglese che di quello spagnolo che ha anche segni come la Ñ, o LL, Ç, ma pure di quello della Babele a esagoni di Borges, dato che contiene solo 21 lettere.
Ma la X, per esempio, altro non è che una combinazione di CS, la Ñ è GN o in portoghese NH, la Q neppure è necessaria a ben vedere è CV, la W… non c’è da dirlo.

Non so di preciso, e non ho trovato i segni esatti a cui l’autore si riferisce, però (v. Infra). A rigore, certe esemplificazioni sull’alfabeto sono molto arbitrarie, e le incoereze regnano in ogni idioma, lo spagnolo, per esempio, non distingue tra B e V, ma le trascina lo stesso entrambe complicando molto l’ortografia, i latini non distinguevano tra U e V, se pensiamo che le scritte antiche portano solo il segno V. La nascita e fortuna di ogni segno è molto affascinante, ma ci porterebbe chissà dove, ora.

Ma tornando ai tarocchi, pensando al carattere esplicitamente numerico degli Arcani Maggiori, mi è venuto in mente che essi potrebbero essere usati per contare su base 22, e che potrebbero rappresentare quella quantità che portano scritta in alto, in numeri romani. D’altra parte una carta non porta alcun numero, e pare proprio gridare a gran voce di voler essere considerata lo 0.
Se si contasse in base 22 come si fa di solito con la notazione convenzionale usata per esempio in esadecimale, ai 10 numeri arabi andrebbero aggiunte lettere dell’alfabeto latino, in modo da avere tutti i simboli necessari, come di seguito.

-: Il Matto                               – 0
1: Il Bagatto                           – 1
2: La Papessa                         – 2
3: L’Imperatrice                     – 3
4: L’Imperatore                      – 4
5: Il Papa                                – 5
6: Gli Amanti                         – 6
7: Il Carro                               – 7
8: La Giustizia                        – 8
9: L’Eremita                            – 9
10: La Ruota della Fortuna  – A
11: La Fortezza                      – B         
12: L’Appeso                          – C
13: La Morte                           – D
14: La Temperanza                – E
15: Il Diavolo                          – F
16: La Torre                            – G
17: Le Stelle                            – H
18: La Luna                             – I
19: Il Sole                                 – J
20: Il Giudizio                        – K
21: Il Mondo                           – L

Combinazioni di carte potrebbero, quindi esprimere quantità in maniera diversa da quella decimale, così come accade con tutte le altre basi, che sono usate per gli scopi più vari; il più famoso -e base minima-, il codice binario, che usa solo 1 e 0 è quello dei calcolatori elettronici classici (ora ci sono anche quelli quantistici).

In tal caso una successione di carte si riferirebbe in modo diretto a una quantità determinata, che poi, con un calcolo, potrebbe anche essere indicata nei tradizionali numeri arabi, ovviamente.

All’inizio è stato un po’ faticoso contare coi tarocchi in base 22, ma poi, se ci si abitua e si fa abbastanza pratica, succede qualcosa di simile a quando si smette di tradurre se si parla in una lingua diversa dalla propria. Si arriva a non dover più trasporre ogni quantità in base decimale per avere una rappresentazione mentale della cifra-quantità a cui ci si riferisce.
Ci si fa un’idea approssimativa autonoma e parallela a quella tradizionale. Se appaiono Imperatore e Papessa, si arriva facilmentea capire che essi valgono 90 in decimale, Imperatore e Imperatrice 91, due Imperatori 92 -o tradotto “Papessa di Imperatori” ;-)- Imperatore e Diavolo 103. Diciamo che dopo un po’ fino a tre carte-cifre ci si orienta bene. 
D’altra parte anche i numeri arabi non sono altro che segni, sono solo meno elaborati e più lineari di carte da divinazione. L’attribuzione di un valore quantitativo a ciascuno è però pur sempre e niente altro che un processo arbitrario, che si inizia a compiere da infanti e che per ciò diamo per scontato e di cui difficilmente siamo consapevoli.
Ma anche nel caso dei numeri arabi in base dieci, le quantità mentali che si riferiscono alle cifre non sono perfette, ma assai approssimative; quando chiediamo 500 bottoni al negoziante, non abbiamo un’immagine mentale chiara ed esatta di 500 bottoni (almeno io no), ma sappiamo più o meno che tipo di busta di bottoni aspettarci.

Tornando ai tarocchi, le prime due carte in successione, per creare il nostro “nuovo 10”, che esprimerà la quantità 22, ovviamente, sarà, per esempio, il Bagatto seguito dal Matto.

Ruota della Fortuna e Matto danno 220; Bagatto, Matto, Matto, (la prima cifra a tre, come dire, il nostro “100”) corrisponderà alla quantità 484 (22×22), il 100 dei numeri arabi sarebbe Imperatore e Appeso, e così via.

E fino a qui è tutto piuttosto banale.

Il fatto divertente è che se ai 22 simboli delle carte, oltre che una quantità, attribuiamo pure una lettera, con una stessa successione di esse avremo sempre anche sia una cifra, che una parola -o, più precisamente e per lo meno, una combinazione di lettere che potrebbe essere interpretata con un suono-. E se uno è anche superstizioso, o meglio detto, incline all’esoterismo, potrà divertirsi a interpretare la successione di figure con carica simbolica. In breve, quindi, ogni serie di carte porterà con sé: una quantità, un suono, e un’interpretazione esoterica. Vediamo per esempio:

0: Il Matto                             – A
1: Il Bagatto                          – B
2: La Papessa                       – C
3: L’Imperatrice                   – D
4: L’Imperatore                    – E
5: Il Papa                               – F
6: Gli Amanti                       – G
7: Il Carro                             – H
8: La Giustizia                      – I
9: L’Eremita                          – J
10: La Ruota della Fortuna – L
11: La Fortezza                     – M        
12: L’Appeso                        – N
13: La Morte                         – O
14: La Temperanza              – P
15: Il Diavolo                        – R
16: La Torre                           – S
17: Le Stelle                           – T
18: La Luna                           – U
19: Il Sole                               – V
20: Il Giudizio                       – Y
21: Il Mondo                          – Z

Ricostruisco così l’alfabeto di 22 segni di cui parla Borges, ma si tratta di una ricostruzione arbitraria, e non escludo di pensarci su meglio e cambiarlo, se riesco a raccogliere abbastanza dati da poter essere certo di averlo azzeccato. L’autore basa il suo su quello di Kurd Lasswitz in Traumkristalle, ma non ne specifica il contenuto. Qui propongo solo una versione adatta a farci un’idea e poterci divertire un po’ con le corrispondenze.

La successione di Sole, Giustizia, Diavolo, Giustizia, Morte, ad esempio, suonerebbe come il mio nome, Virio, ed avrebbe la cifra di base 22 con combinazione numeri arabi-lettere: J8F8D e in base 10 sarebbe: 4.543.497. Sulla sua interpretazione esoterica non saprei pronunciarmi. 

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