The Expendables III

Scheda Film:the-expendables-3

2014

Regia: Patrick Hughes

Sceneggiatura: Creighton Rothenberger-Katrin Benedikt-Sylvester Stallone

Interpreti: Sylvester Stallone-Jason Statham-Antonio Banderas-Jet Li-Wesley Snipes-Dolph Lundgren-Kelsey Grammer-Randy Couture-Terry Crews-Kellan Lutz-Ronda Rousey-Glen Powell-Victor Ortiz-Robert Davi-Mel Gibson-Harrison Ford-Arnold Schwarzenegger

 

Non s’è mai visto un cast del genere, tra atleti e leggende del cinema di azione Americano, tutti insieme.

Deve essere difficile persino già solo poter trovare un modo di dare il giusto protagonismo a ciascun personaggio, la propria meritata serie di inquadrature e gesti eroici, ma ci si è riusciti.

Il film è un action movie molto ben costruito, dalla linearità e banalità esemplari, esagerato e divertente come deve essere.

Forse, come spesso accade alla fine di un ciclo, è il migliore mai fatto, con manierismo perfetto, anche se nella leggenda rimarranno sempre quelli che hanno reso famosi tutti questi grandi attori della miglior Hollywood e non certo quest’ultimo.

Puoi divertirti e andare a vedere i vecchi Stallone e Arnold, o puoi annoiarti con una bella pizza italiana introspettiva e fintamente profonda, lenta, lagnosa, fa’ come ti pare, ma va segnalato che sotto l’apparente semplicità e la frivolezza del tema e dell’impianto cinematografico (destinato alle grandi masse e ai giovani) dietro le esplosioni e l’ironia spicciola, le “autocitazioni”, giace un messaggio profondo e per una volta non ripetitivo.

Questi vecchi patrioti americani, più saggi dei nuovi, come spesso accade, nascondono sotto a una prima lettura semplicemente “nazionalista”, ben altro.

Per una volta non solo non è il Governo a fare la parte (scontata) del “cattivo”, ma anzi si propone un messaggio chiaramente kantiano per il quale il potere è “giusto per definizione” e va mantenuto tale: potere e giusto, proprio perché potere.

È il potere di per sé a rassicurare sulla propria legittimità, è il potere a conferirla e così a separare ciò che è buono da ciò che non lo è. Senza possibili discussioni, dietrologie, complicazioni.

Questa riflessione, ormai datata, e smentita dalla storia, è proposta ora con un nuovo vigore e una certa immediatezza nel film, che la rendono chiara e luminosa, un faro nella nebbia del complottismo contemporaneo, complicato e irrazionale, frutto di paure e frustrazioni che non possono risiedere nel petto del vero eroe.

Basta col cinismo impreparato e pezzente dei social network e di coloro che a torto si credono più svegli di quella massa silenziosa e operosa che apprezza l’azione nel cinema e produce beni invece di chiacchiere.

Non si poteva dubitare del fatto che, praticamente a fine carriera (dove sta dando se non il meglio, molto) un nazionalista probo come Stallone, e guerriero americano vero, che ha lottato per il suo paese anche più e forse meglio dei soldati stessi che ama interpretare sullo schermo, non prendesse posizione su un tema tanto importante ed oggi così maltrattato e non lasciasse il suo legato alla storia.

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