Tradimenti e Vicende di Sangue del Medioevo; Parte VII

Parte VII

  1. Già che ci siamo: la forma più comune di esecuzione di un eretico nel Medioevo era il rogo, oppure l’impiccagione e poi il rogo. Ai nobili si tagliava la testa, e coi traditori ci si sbizzarriva alquanto. Questo per sintetizzare un tema macabro e più complesso, che non occorre approfondire troppo però, anche perché gode di ottima salute e numerosi sviluppatori.
    Non mancavano eccezioni. A Boemondo di San Severo, frate minore napoletano, venne in mente che l’uomo non fosse sorto per intervento diretto del divino creatore, ma che fosse stato generato per una specie di moto spontaneo della materia. La sua teoria non era all’epoca dimostrabile, ma anche se proposta a lume di naso è comunque più vicina a quelle scientifiche attuali di quanto non lo sia il racconto del Paradiso Terrestre, Adamo, la sua costola, Eva, e via discorrendo.
    Azzeccarci non è impossibile, anche Giordano Bruno su alcuni temi, per esempio che le stelle fossero altri soli, ci aveva visto meglio delle sacre scritture o dei suoi commentatori e dei teologi. La “miscela di elementi”, di cui il nostro buon Boemondo parlava, riecheggia il brodo primordiale che l’evoluzionismo immagina (a tutt’ora non esistono prove del tutto certe e dirimenti) come condizione necessaria per lo svilupparsi della vita. L’evoluzionismo non sta proprio in grazia ai cristiani, fu processato e insolitamente condannato ad essere ucciso a frustate, correva il 1325. 
  2. Assai più tardi, un sarto (o forse un fabbro) lollardo, John Badby, fu bollito vivo, a Smithfield il 15 marzo del 1410. La bollitura come metodo di esecuzione non era comune, ma fu usata durante il Medioevo specie nel Sacro Romano Impero dove, ad esempio, essere bolliti in olio era la pena riservata ai falsari e agli omicidi estremamente gravi. Si riporta che nel 1392 un uomo fu bollito vivo a Norimberga per aver violentato e ucciso sua madre. Alcuni falsari furono fatti bollire a morte a Danzica nel 1452, e nel 1471 a Stralsund, e per finire pure morì in olio nel 1687, a Brema, un complice di alcuni falsari riusciti a sfuggire alla giustizia. Nella città olandese di Deventer, è ancora esposto il calderone che veniva usato per bollire i criminali, appeso alla parete di un edificio.
  3. Unico caso certo e documentato di eretico giustiziato in Svezia, Botulf Botulfsson fu arso nel 1311. Questo contadino di Östby non riteneva che il pane e il vino della comunione fossero letteralmente corpo e sangue di Cristo, come sei costretto a credere dai cattolici per via di quel mistero dal buffo nome: la transustanziazione. Oggi in effetti non ci crede più nessuno e non si insiste troppo, anche perché il tema mette anche un po’ in imbarazzo.
    Il fatto fu riferito dal comunicante stesso all’arcivescovo Nils Allesson, quando nell’autunno del 1303 egli raggiunse la parrocchia di Gottröra durante un giro di ispezione. Gravissimo! C’è da capirlo bene, non si tratta di “un simbolo”, “una metafora”, ma letteralmente, quei due elementi comuni sono trasformati nel vero sangue e nel vero corpo di Cristo, si era deciso una volta per tutte nel 1215. Botulf fu chiamato a deporre sulla sua condotta sacrilega, e interrogato ammise le imputazioni, non si era reso conto della gravità delle sue affermazioni, ma ora che tutto era chiarito, era pentito di aver sostenuto una tale oscenità. Gli fu comunque comminata una penitenza di sette anni, solo allo scadere della quale, avrebbe potuto riavere accesso alla comunione.
    Così nel 1310, Botulf si ripresentò in chiesa per ricevere il sacramento dallo stesso sacerdote, e quando si inginocchiò davanti a lui, egli gli chiese se ora credesse per davvero che quello che stava per ricevere fosse letteralmente carne e sangue di Cristo. Forse confidava troppo in una risposta affermativa, dato che, con il maggior candore mai visto, Botulf affermò recisamente che se il pane fosse stato veramente il corpo di Cristo, esso sarebbe finito già da un bel pezzo, e che lui comunque non voleva affatto mangiare il corpo di nessuno. Aggiunse che non era che gli dispiacesse tanto di obbedire a Dio, ma che mangiarselo, insomma, se uno mangia un altro, quello poi si vendica, se può, e Dio può!
    Si dice che si sia dilungato oltre, dopo tutto per pensarci su di tempo ne aveva avuto ed era giunto alle conclusioni di gran lunga più sensate e verosimili, ma per farla breve, nel suo ingenuo buon senso, con cui probabilmente non riusciva proprio a concedere che un determinato corpo fisico non solo cambiasse natura senza darlo a vedere, ma che poi non finisse mai pur essendo mangiato da secoli, si ostinò a non ritrattare più. Decise di considerare il rogo un “male passeggero” di breve durata. Oggi i dogmi cattolici, oltre che macabri, a molti di noi paiono per quello che sono: vere e proprie idiozie. E finalmente si può dirlo senza tante storie. 
  4. A dirla tutta si ha notizia di altre due persone brutalmente ammazzate in Svezia, per eresia, per quanto non siano incluse nella lista perché formalmente accusate di stregoneria. Il fatto è che non erano cristiani, ma adoravano ancora Odino e siccome Odino era tradotto come “Satana” dalla Chiesa, la loro non era eresia semplice eresia o miscredenza.
    Il primo Ragvald Odenskarl, nel 1484, era accusato di furti in Chiesa con un complice, Johan Land, che si salvò dal rogo diventando un boia (lo abbiamo incontrato) e Eric Clauesson, che fu arso nel 1492. Dai resoconti pare sempre che si fosse davvero restii nel Nord alle esecuzioni, ma che la Chiesa al tempo fosse troppo influente per soprassedere in ogni caso. Ovviamente, anche lì, il tribunale ecclesiastico comminava la sentenza, e come d’uso lasciava poi alle autorità  secolari di eseguirla.  
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