Tradimenti e Vicende di Sangue del Medioevo; Parte XIV

Parte XIV

  1. Sul limitare del Medioevo, a Firenze, la famiglia dei Pazzi, in combutta col Papa e altri soggetti esterni alla città, provò a liberarsi dell’egemonia dei banchieri concorrenti, i Medici, con cui erano anche imparentati. Nel 1478 si organizzò una congiura ai danni di Lorenzo e di suo fratello, che notoriamente non ebbe successo. In un primo momento si pensò di affidarsi al veleno durante un banchetto, ma per un caso fortuito si dovette rimandare al giorno successivo, e ripiegare su un più cruento sviluppo, durante una messa.
    Il dato più bizzarro della storia è che uno dei congiurati, Montesecco, sicario incaricato dell’uccisione materiale, si rifiutò di colpire a tradimento le vittime dentro un luogo consacrato. Vennero allora ingaggiati in fretta e furia due preti in sostituzione: Stefano da Bagnone e il vicario apostolico Antonio Maffei da Volterra.
    Lorenzo si salvò in modo rocambolesco, Giuliano, che aveva fatto saltare l’avvelenamento precedente essendo indisposto, fu ucciso. A causa di una ferita alla gamba, aveva deciso quel giorno di non indossare la cotta protettiva e uscire di casa disarmato, e questo probabilmente gli costò la buccia.
    Altro fatto curioso della vicenda riguarda il vistoso errore di valutazione del principale dei congiurati, Jacopo dei Pazzi, che, pensando di avere l’appoggio popolare andando contro l’egemonia medicea, si presentò montato a cavallo in Piazza della Signoria gridando: “Libertà!”, ma contro le sue aspettative fu assalito da una folla inferocita, che aveva solidarizzato con le vittime del tradimento.
    Il bilancio della ritorsione fu pesante. Francesco dei Pazzi, e l’arcivescovo di Pisa Francesco Salviati già poche ore dopo pendevano cadaveri dalle finestre del Palazzo della Signoria; qualche giorno dopo, anche Jacopo e Renato dei Pazzi, (il secondo non era nemmeno coinvolto nella congiura) furono impiccati e i loro corpi furono gettati nell’Arno. La stessa sorte toccò al fuggiasco Bernardo Bandini ripreso a Costantinopoli, mesi dopo. I due preti, sicari maldestri che avevano dovuto sostituire all’ultimo minuto Montesecco, vennero catturati nel volgere di pochi giorni dopo, e impiccati in Piazza della Signoria; arrivarono al patibolo solo dopo essere stati linciati dalla folla, tumefatti e senza orecchie.
    E Giovan Battista da Montesecco, che s’era rifiutato di attaccare in luogo sacro, di fatto facendo fallire la manovra, ebbe tutto il tempo e il modo di pentirsi della sua idiozia, fu arrestato, torturato rivelò tutti i particolari della cospirazione, ammise il coinvolgimento del papa, che additò anzi come il principale responsabile, e poi fu decapitato.
  2. Guido Guerra, incontrato da Dante tra i sodomiti, fece assai col senno e con la spada, come da tradizione familiare di leggendaria e inveterata brutalità, e come suggerisce l’epiteto “guerra”, ma vale la pena ricordare che il giorno della battaglia di Benevento si tenne alla larga dalla suddetta guerra, non intervenne con i suoi cavalieri pensati e contribuì alla sconfitta di Manfredi. Leggenda vuole che l’antenato Tegrimo, capostipite della famiglia, fosse chiamato “Bevisangue” (o “Besangue”) per il bizzarro costume di leccare via il sangue dalla spada ogni volta che uccideva un nemico. Boccaccio favoleggia alquanto su tutta la famiglia e sul suo sterminio per sollevazione popolare contro la feroce oppressione tirannica che praticava, e riporta che: “il soprannome di questo Guido si crede venisse da un desiderio innato d’arme, il quale si dice che era in lui d’essere sempre in opere di guerra”.
    L’atto di bere sangue o mangiare carne per ragioni sacre o simboliche è documentato in tutte le culture, e ricondotta da Frazer nell’alveo della “medicina simpatica”, secondo la quale un determinato gesto simbolico provoca conseguenze fisiche nella persona che lo compie. Mangiare il leone o berne il sangue per assumerne la forza, oppure quello dei nemici, per incamerarne il valore, accrescendo il proprio ad ogni vittoria. Anche il rituale cristiano prevede di assumere le caratteristiche del Dio ingerendo un pezzo del suo corpo, e bevendo un sorso del suo sangue.
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