Troppo forte. (Racconto breve)

Niente, inutile! Se provava ad afferrare un bicchiere, un boccale, anche col massimo dello scrupolo e della delicatezza, appena le dita si avvicinavano, quello iniziava a tremare e agitarsi emettendo lunghe “u” come un Theremin, poi tintinnava assieme a quelli vicini in modo preoccupante, e infine, non appena le dita facevano tanto così di sfiorarlo, andava in frantumi con fragore, in mille pezzi, esplodendo come una valvola sotto troppa corrente.

Piatti, posate coltelli, o in frantumi, sabbia, o torti come cavatappi e inservibili, sedie, tavoli in schegge di legno, trucioli, e così tutto il resto. Ogni passo, per felpato che fosse, equivaleva a una pressione di svariate tonnellate, non tutti i ponti sopportavano il peso, anzi, spesso doveva scendere e risalire dal fosso per evitare i crolli. Per non parlare dell’uso di auto e mezzi di trasporto, accartocciati come lattine, e le lattine e persino i fusti e le bombole: esplose come gavettoni.

I pasti vegetariani li consumava direttamente addentando le cortecce degli alberi più robusti, che si schiantavano al suolo immediatamente, le proteine divorando polli interi che divenivano omogeneizzato nelle sue mani. Voleva arrosti? Mangiava polpette! L’acqua direttamente dalle fonti. Aspettava una femmina per lui, come lui, ma non ce ne era traccia. Una vita schiava.

Dal momento che se camminava per le città il fracasso dei passi spaccava i vetri, e se non faceva attenzione il terremoto le distruggeva, decise, per rispetto del genere umano, di vivere in campagna. S’era abituato a vedersi come un mostro e uno scherzo di natura, anche gli altri lo vedevano così, e questa lettura pareva l’unica possibile. Si vergognava di distruggere sempre tutto, non si amava e di certo non si sentiva amato.

Scendeva dagli agri solo quando gli altri uomini, dimentichi del favore che aveva fatto loro liberandoli della sua ingombrante potenza, smettevano di recapitagli qualche vettovaglia minimamente appetitosa.

Col tempo notava che a cicli più o meno costanti, le visite si diradavano, per poi tornare ad intensificarsi ad ogni sua apparizione nei borghi. Per un po’ arrivavano leccornie, poi di nuovo nulla. Aveva tutto il tempo del mondo per pensarci su, e la cosa lo indispettì, alla lunga. Lui si sacrificava, non frequentando le luci della città, per non far danno, e gli altri? Appena potevano lo dimenticavano! Era solo la paura a renderli “generosi”. Di sicuro tutti speravano e pensavano che sarebbe stato meglio se fosse morto! Ah beh! A vederla così: col ciufolo che c’era da essere gentili!

Prese allora una decisione: avrebbe visitato il mondo a piedi! Avrebbe visto a suoi agio e comodo, divenendone necessariamente ultimo spettatore, tutte le città che aveva sempre sognato di conoscere: Londra, Roma, Parigi, NY, Los Angeles, Mosca, Firenze, Vienna, Praga! Si mise in marcia senza altri indugi!

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