Turismo Fascista

Si tratta di una proposta con un buon risvolto commerciale per gli italiani.

Da alcune osservazioni mie proprie ho partorito questa idea che francamente, per una volta, non ho remore a definire geniale e che risolleverà le amare sorti del paese.

Primo. L’eredità migliore che il fascismo ci ha lasciato è la sua estetica, che è “invecchiata bene” ed è rimasta straordinariamente attuale ed affascinante, nonostante il tempo trascorso. Oltre ai palazzi dell’epoca, gli unici della modernità con una personalità e una certa rigida bellezza e significatività, anche certa arte figurativa attuale intrisa di estetica fascista è notevole. Come dimostrano, tra le altre cose, anche alcune copertine di Black Metal italiano e specie quelle della ATMF (che poi è da lì che m’è venuta l’idea). Se insisti e persisti… il fascismo s’è ritagliato un suo ruolo positivo ormai.

Secondo. Volenti o nolenti, buona parte, o per lo meno una parte affatto trascurabile e anzi considerevolissima, degli italiani è più o meno apertamente fascista. Bisognerà prima o poi fare i conti con questa realtà. Sono fascisti pure gli antifascisti in Italia, spesso nei modi oltre che nell’intransigenza monolitica e anche violenza con cui propongono il loro pensiero, per opposto che voglia definirsi. Comunque non mi riferisco a questo ora, ma al più banale fatto che molti italiani amano proprio parlare del Duce, ne sono ancora affascinati hanno il santino nel portafogli, il calendario alla parete e vedono il fascismo come un vanto nazionale, un prodotto politico italiano di cui andare fieri, come i biscotti Crumiri, o il vino, etc. Il fascismo è tutto sommato assai caratterizzante.

Terzo. Anche chi non è fascista in Italia è comunque ossessionato e “frequentato” dal fascismo: è e si definisce antifascista, orgogliosamente! Dice la parola o la sua antitesi almeno un centinaio di volte l’anno; insulta gli altri usando tale lemma, che curiosamente, a seconda dei casi, può essere impiegato per vilipendere o lodare. Io medesimo sono stato apostrofato: “sei una merda, sei un fascista!” o “fossero tutti come te! Sei un fascista!” Se uniamo tre gruppi di italiani: i fascisti, gli antifascisti e i credenti (che si spartiscono in genere tra i primi due gruppi, ma alcuni non prendono parte alla disputa e sono piuttosto autonomi) abbiamo probabilmente oltre l’80% della popolazione.

Quarto. Ognuno ha la sua visione sul fenomeno storico, e così deve essere, anche ai fini del mio progetto, dato che il fascismo deve essere “il fulcro” del paese. Buona o cattiva, indulgente o intransigente che sia la valutazione che si faccia del fascismo, su una cosa mi pronuncio perché mi pare oggettiva, è innegabile che da dopo il suddetto, nulla di davvero significativo, nel bene o nel male (o al di là di essi), è uscito dal paese, che ora è in netto declino e ha visto fasi vergognose, davvero squallide.

Quinto. L’estetica fascista è così caratterizzante e vistosa che assolutamente chiunque all’estero sa di cosa si tratta. È famosa e non così invisa come qualcuno vorrebbe credere e far credere, o come potrebbe sembrare a tutta prima. Su questo non si può fare nulla, la gente reagisce come preferisce ai fenomeni, nonostante le propagande, e c’è da rassegnarsi, cavalcare la tigre. Non è raro che all’estero, una volta che si sia in confidenza, superato certo imbarazzo, si chieda a un italiano di mimare il saluto romano, o si rida se lo fa. C’è al contempo pudore ed attrazione verso il fenomeno, che è tutto quello che serve per far soldi vendendo un prodotto.

I presupposti ci sono.   

Considerando tutto questo io proporrei di far ripartire il paese puntando sul fascismo ed usandolo per attirare turisti.

Ovviamente non si tratta di restaurare il fascismo, la politica italiana può tranquillamente andare avanti così come è, nessuna istituzione va modificata, o non in senso “fascista”. Forse potrebbe addirittura dissolversi, la politica così come è oggi, senza creare troppi drammi. Si tratta, invece, di montare una colossale recita nazionale tesa ad attirare i turisti interpretando un ruolo che non solo amiamo interpretare, ma che sappiamo anche ben interpretare e in cui ci immedesimiamo volentieri.

Uno quando pensa all’Italia pensa in effetti a tre epoche: Roma antica, Rinascimento, Fascismo. Ebbene tra le tre le prime due sarebbe improponibile riproporle. Sarebbe ridicolo e poco pratico. E inoltre entrambe potrebbero avere il loro spazio, celebrate dall’orgoglio nazionale fascista.

L’occasione può essere anche colta per riscoprire la lingua italiana, problematica che mi sta particolarmente a cuore.

Illustriamo sommariamente, a sprazzi, come dovrebbe essere tale recita.

Innanzitutto non c’è affatto bisogno che tutti, o nemmeno i più, siano fascisti, c’è spazio per tutti, ma tutti devono interpretare il ruolo scelto: si può essere fascisti, antifascisti, anarchici, etc. ma tutti con l’estetica dell’epoca.

Quindi! Molti militari, stivaloni, pantaloni alla zuava, fez, berretti, menti in alto, mascolinità, fierezza, vigore. Su!

Altri, maglioni e ciclostile, sguardo preoccupato, occhiate furtive, barbette, spocchia, livore (quello ce lo hanno).

Preti! Non c’è bisogno di dirlo! Processioni, non c’è bisogno di dirlo neppure. Santi, tonache, chierichetti, e compagnia bella, non è un problema, tutto come adesso, ma con vestiti anni ‘30. Palandrane, non clergyman! Che parola orrenda poi! Della perfida Albione!

Dal momento che si deve attirare turisti, però, è necessario che il fascismo sia trionfante, come se avesse vinto la guerra, al massimo del suo splendore! Non possiamo certo far annoiare e intristire chi ci passa il pane, come spesso si fa adesso! Entusiasmo perbacco! È una recita, non occorre essere davvero convinti.

Anche le istituzioni dovranno, per il bene nazionale, concedere qualcosa, fare qualche sacrificio, non sarà affatto necessario cambiare la Costituzione, dato che si tratta solo di una finzione, e anzi sarà bene lasciare in essa il rifiuto del fascismo affinché non venga in mente a nessuno di confondere i piani finzione-realtà o fare strane manovre, ma le camere potrebbero chiamarsi: “Gran Senato del Fascismo”, “Parlamento dell’Italia Fascista”, il “Presidente della Repubblica Fascista”, Ministero della Fascistissima Agricoltura”, “Fascistissimo Ministero della Cultura Fascista”, “Ministero della Propaganda” (telecomunicazioni), etc.

Tutto deve essere il più fascista possibile, si devono recuperare parole desuete, come ardimento, intrepido, gagliardo, audacia, guardingo; prediligere cognomi che suonino fascisti come Barbacane, Turati, o che finiscano in “acci” (Farinacci, Fibonacci, Sfigacci, Strofinacci, et similia).

Per esempio. Il turista scende dall’aereo e a seconda della provenienza del volo può trovare due situazioni base: un’accoglienza rigida e sospettosa, file, controlli, burocrazia, diffidenza, polizia militare, mitra, grida fasciste e disciplina gerarchica. Per esempio voli dal Medio Oriente o Africa, da paesi ostili, quali Russia, etc.

Dai paesi coi soldi invece (i clienti buoni) una calorosa accoglienza fascista! Il gerarca di turno invita con amichevoli, ma sobri, saluti romani i viaggiatori a un primo cicchetto fascista. Grappa! Alla calata! E altri due tre saluti romani e eja eja a scelta. Maschie risate, maschie pacche sulle spalle, scontati complimenti alle fanciulle (anche a quelle inguardabili, è una recita, non ce lo dimentichiamo, siamo solo dei camerieri, non dei veri seduttori).

Di lì in poi a seconda del pacchetto turistico scelto sarà un tour de force alcolico, mi si perdoni il francesismo, che dovrà all’ora essere pubblicamente redarguito (schiaffo all’ignorante esterofilo scribacchino come me e reprimenda con sputo). Il soggiorno fascista si basa sul reggere l’alcol! Bere! “Bevi Camerata!” Deve essere detto con imperativa, ma cordiale, fermezza a ogni piè sospinto. Birra italiana! Vino! Amari! Tutto! Far ubriacare le turiste.

Si può scegliere il pacchetto, che so… “Governale” che è quello istituzionale, si rimane in buona relazione con l’apparato fascista, si frequentano i caffè storici e prestigiosi, borghesia e buone maniere, gerarchi, frac, si alloggia in hotel di lusso, nobili, milionari, visite organizzate ai luoghi famosi e istituzionali, (Farnesina, Eur, Guidonia, etc.) opera, la Traviata, il Rigoletto…

I vari pacchetti viaggio sono poi caratterizzabili a seconda del budget, scusate, delle risorse economiche di ciascun turista, fino all’ultimo, il più economico, che prevede una certa ostilità con il regime e la frequentazione dei siti e delle sottoculture anarchiche e antifasciste. Bar occulti, scalinate, porte segrete, parole d’ordine e segni, ammicchi, musica e arte degenerata come rock e jazz, e tutto il resto.

Si potrebbe addirittura pensare a viaggi più emozionanti con i pacchetti “Spia” che permettono anche di mescolare gli ambienti, visitare alcuni caffè prestigiosi e alcune bettole di paese, o postacci infami da zecche quali i centri sociali, o il Monsters of Rock e lerci metallari. Può pensarsi persino ad emozionanti cacce all’uomo.

Nulla è vietato, ma tutto quello che non è sufficiente fascista deve apparire come se lo fosse.

Tutta la nazione deve essere coesa e preparata, per una volta, a recitare il proprio ruolo al meglio e calarsi nella parte, che poi non è difficile perché si deve solo retrocedere nell’estetica e caricare un po’ atteggiamenti già presenti, liberandosi di reticenze e pudori, ma anche di ormai datati pregiudizi. Il fascismo non è più un pericolo, non è politica, è una risorsa commerciale!

Il fascista giri elegantemente vestito in divisa cachi, tronfio, magari, con manganello in mano, vigilando, l’antifascista scriva sui muri (che poi è quello che succede già) bestemmi, metta innocue, ma fragorose bombe carta e cerchi di creare scompiglio.

Il monello imbratta il muro, la scritta del Duce è danneggiata o vilipesa, il fascista fischia, reagisce, corre, grida. Alt!

Inseguimenti, spari a salve, catture e pestaggi finti, torture con elettricità e nuovi metodi scientifici. Tutto finto, ma incredibilmente realistico e da film porno sadomaso, perquisizioni corporali e manganelli anali, filmati e venduti nei sex shop fintamente clandestini.

Parate di orgoglio nazionale ogni mese, no, ogni quindici giorni, come in una colossale Disneyland, per seguire i ricambi di turisti.

Biscotti, cioccolata fascista, si torna a utilizzare il termine “negro” (un sacrificio bisogna pur farlo), i Musulmani, poveretti, vanno appellati “beduini”. Si approvino pure i matrimoni gay, finalmente, ma si chiamino “froci”.

Per non inimicarsi gli statunitensi e gli israeliani, però, si dovrà rinunciare alla parte più turpe del fenomeno storico, l’antisemitismo, e di conseguenza la relazione con il nazismo deve essere un po’ fredda, anzi gelida. Eh, sì! È ora di emendarsi da questa orribile pecca e forse è arrivato il momento. L’apparizione sporadica della Gestapo (anche il nazismo, purtroppo, vende) va vista con insofferenza ed antipatia, da tutti, dalla cameriera, al Sindaco. Questi tedeschi non sono che dei brutali cafoni e puzzano.

Si torna alla lira, anche per finta, tanto il danaro non è che una convenzione, o si stampino euro fascisti, col fascio, la faccia del Duce, etc. che ci vuole? Banconote grosse come lenzuola e sottili come veline, e belle davvero.

Cori “Ducie, Ducie” ovunque, spontanei, “bevilo tutto, bevilo tutto”. Vini ormai scomparsi della tradizione italiana, la produzione deve aumentare per soddisfare le ubriacature turistiche, vanno recuperati: nebbiolo, grignolino piemontese, un sano barbagallo vivace, il sagrantino squillante, un italianissimo grumello della Lombardia, una sassella o un terlano ormai rari, la bonarda, il clastidio, il refosco del fascistissimo Friuli, e l’italianissimo cannellino di Frascati.

Si recuperi anche la buona cucina tradizionale; i distillati stranieri non possono certo essere banditi, ma vanno imbottigliati o etichettati come fossero prodotti italiani, oppure consumati, ma canonicamente disprezzando i paesi di origine e ribadendo la superiorità del prodotto locale. Vogliamo mettere questo Talisker con una buona grappa? Concordo! Ma poi entrambi bevono il Talisker, che gli frega?

Sigaro toscano dedicato a Garibaldi, e finalmente sigaro toscano dedicato al Duce, stagionato un ventennio!

Almeno due volte al giorno pioggia di volantini italo-fascisti sulle maggiori città italiane e omaggio all’impresa di Fiume. Gli intellettuali si ispirino a D’Annunzio se fascisti, o a Croce se anti, ma cerchino di leggere veramente!

Pugnali tra i denti, teschi! Aerei ad elica, biciclette di ferro, dirigibili, gonfaloni, coccarde tricolori ovunque, w l’Italia!

Sidecar e postino con aria militare in ciclomotore cinquecento di fabbricazione italiana che sgomma e derapa sferragliante e scoppiettante ad ogni portone. L’urgenza in tutto ed il dinamismo sono fondamentali per la riuscita della recita.

Futurismo! Di quello tradizionale però, senza fregole.

Prove di forza ovunque, salti in cerchio di fuoco, pugilato molto statico, da uomini veri, prodezze. Si beve di nuovo! Grano e mietitura, è una festa! A petto nudo! Si scia! Niente è bello come le Alpi!

Errori di gioventù, lavate di capo e perdoni plateali. Non si piange! Rimproveri, ma sotto sotto fiera approvazione per quelle teste calde…

Si ride! Si finge di essere seri! I cavalli di razza! I carabinieri, le sciabole i mantelli i baffi. Pinocchio!

Bravate! Ragazzate! Il mondo è di nuovo dei giovani! Finalmente!

Qua si parla chiaro, al grasso lo si chiama grasso, allo smilzo gli si dà dello smilzo, sangue di Giuda! Vacca boia! “Sei grasso camerata!” Un ceffone ci sta anche bene. E un altro allo scribacchino come me.

Ordine e disciplina, ma una sana irrequietezza, incontenibilità giovanile e vitalità dei nostri ragazzi. “Questi giovanotti di oggi sono così vigorosi!” pare pensare tra sé e sé il vecchio con un nostalgico sorriso, mentre nutre, dell’ormai abbondantissimo grano italiano, il pingue e immacolato colombo, simbolo della fraterna unione di ogni italiano con l’italiano e la ritrovata pace sociale. E cazzate del genere al tg. E alla radio, che va riscoperta.

Mare nostrum! Un impero di acque! E spigole.

Una buona bottiglia di chianti e una bella fiorentina fascista! Latte italiano! Si cresce belli e forti! Libro e moschetto, stile e rossetto, pire e gessetto, e tutte le accoppiate assonanti che escano.

Qualche libro va pure bruciato, ma ce ne sono tanti di merda… Due ceffoni dati agli stuntman e un altro allo scribacchio pennivendolo senza spina dorsale.

Non c’è nulla che una buona grappa non possa risolvere! Ducie! Ducie! Eja! E si ride a mandibola spiegata! Maschi!

Alle donne piace essere prese con decisione! Un bacio proditorio o un po’ forzato contro la parete non ha mai ammazzato nessuno, ragazza mia! Il cuore della turista americana batte accelerato e forte come un tamburo. Non lo dimenticherà mai, quel giovane italiano col capello corto, ordinato, così bello! Come sanno fare l’amore i fascisti nessuno! Compagna, quando li vedi ti si bagna! Goliardia! Quel poeta e attivista della resistenza, così affascinante, sensibile, generoso. Quel gran amore durato così poco!

Chi non partecipa con sufficiente serietà e scrupolo, non lucida gli stivali, si piglia rimbrotti ad alta voce, vergognosi, davanti a tutti, formulati gesticolando col dito alzato e gridando a squarcia gola! Intransigenza! Nei casi peggiori olio di ricino (finto, in effetti sciroppo vitaminico etichettato dalla Carlo Erba come olio).

Si torna ad ammettere il duello, spada o pistola, alle cinque, dietro il convento, con due padrini in cilindro.

Chi ama i preti, e chi li odia, tutto può essere fascista o antifascista quando si tratta di Chiesa. Fate voi!

I sindaci che non vogliano schiamazzi, e un po’ refrattari a questa idea del turismo, almeno facciano le cose con stile; possono emettere ordinanze di coprifuoco, far suonare una sirena da attacco aereo, vedano loro. Si arrangino…

Passo fermo, orgoglio italiano ovunque, gentiluomini, cortesie, monocoli pure, marsine, doppi petti, militari, militari, militari, mi raccomando i militari, marò ovunque, impalati, statici, belli… Suvvia, un po’ di fantasia! Dai che siamo famosi per la fantasia!

Sono convinto che i turisti si moltiplicheranno e rimarranno estasiati e lasceranno un sacco di soldi.

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