9. PILLOLE DI DANTE: Un cenno sui “Danti” della Divina Commedia.

È noto come il protagonista della Divina Commedia sia il suo stesso estensore: Dante Alighieri. Ma c’è un aspetto dell’opera che prima o poi risulterà chiaro anche al lettore più distratto: il personaggio e il poeta non coincidono.

Ciò è banale: non potrebbero mai coincidere, non solo perché il viaggio è una invenzione, ma anche perché il poeta, che a casa scrive l’opera, e durante la sua vita la pensa ed elabora, crea sia la sua immagine in essa, che tutte le sue titubanze e i dubbi espressi durante il viaggio, così come tutte la spiegazioni e i chiarimenti che man mano gli vengono forniti, specie dalle sue guide.

V. Inferno XI, laddove il poeta ha chiarissimo tutto quanto rispetto alle incertezze sull’ordinamento etico-giuridico dell’inferno (lo crea lui), che invece mette in bocca al personaggio pellegrino; frasi che Virgilio stigmatizza, in modo funzionale alla comprensione del lettore, ma che ovviamente è sempre il Dante storico e poeta a formulare.

È interessante notare che mentre all’inferno è il poeta ad avere “il controllo” e a calibrare le conoscenze della sua proiezione nell’opera, ascendendo verso il Paradiso è il personaggio pellegrino ad avere una maggiore contezza di situazioni che il poeta dichiara di non riuscuscire più a conoscere e ricordare con la stessa forza e nitore. Ma questa è una dichiarazione fittizia come tute le altre nell’opera e sempre funzionale a rendere verosimile la storia che il viaggio si sia davvero verificato.

Artificio anche questo, certo (la mente del poeta è una), ma di straordinario impatto e vivacità.

Ma c’è un altro personaggio “intermedio” tra il Dante storico (che realmente è a casa, o in viaggio, e scrive e inventa l’opera che ci ha lasciato) e il personaggio pellegrino (che sarebbe se stesso nel 1300 quando vuol farci credere che il primo ha avuto l’avventura del secondo) ed è quello che a volte si affaccia dalla pagina e si rivolge al lettore dandogli del “tu”: “Pensa lettor…”.

Personaggi della Divina Commedia sono sia il pellegrino che viaggia, proiezione del Dante storico “mai esistita”, che, a sua volta, la proiezione del pellegrino di rientro a casa: quel personaggio “Dante” che nell’economia dell’opera si finge abbia realmente compiuto il viaggio e che lo sta raccontando in poesia e a volte prende la parola. Quest’ultimo, chiaramente non coincide con il reale estensore del poema sacro.

Oltre al Dante storico, quindi, c’è quello personaggio della sua opera, ma questo è colto in due momenti diversi: mentre fa il viaggio, e mentre ne scrive. Il personaggio che dice di scrivere, però, non è certo il Dante che realmente scrive.

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