Un Foem D’amors

Sel fiposse renarare l’arore che mi sfragna ‘l core quando frappare l’amortrenio, che fella e gera, che fissile e folale s’aggirs tramonti.

Quinci libella d’un soliere, di censi arama l’oro, quinci cespiglio di rignola il cor s’arola inferto.

Sfarte le sali, sfinge le ringe, scoppare fel pifostio, nel rapanare rimando al redimare.

Sio lamo la spuma nol dircipossa, la scasgione che vida nuda, scoglia, alacre, che sfettile e scemanda mi ristocca.

Orveti: secante aradro, la funda duda col veglio fero la morte indica.

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