Un milione di rotazioni

Sapete che sarebbe divertente?

Osservare la trottola del mondo (il pianeta nostro) dall’esterno, con uno sguardo sottilissimo e sovrumano; tutto insieme, e accelerato, ma, al contempo, in dettaglio come al microscopio e chiaro: vedi la Terra girare su se stessa, dalla parte in cui la linea del mattino avanza, e li vedi, tutti che si alzano, da bravi, dal letto, agitano le braccine, le zampette, si stiracchiano, tanti altri esseri si attivano, anche le mosche iniziano a volare, le api fanno il miele, chi suona, chi canta, chi parla o balla, chi guida o predica, si caccia…
Va avanti per un po’ ‘sto teatro deficiente e rumoroso, poi arriva la sera; la Terra gira ancora, si scivola verso il silenzio! La tv, sempre più bassa, chi fotte, chi aspetta l’erezione mattutina per farlo, chi non lo fa, poi solo gufi. Qualcuno lavora la notte, poliziotti, criminali, custodi, pasticceri, turni, poca roba. E si riparte, via coll’agitarsi, brasati bene al sole, alla luce, al rumore, stimolati dall’energia atomica, come fiori che si aprono, poderose querce rigogliose e in fotosintesi, cazzi eretti… magari pensando di decidere qualcosa e volerci attivare noi. Parole e insulti, pretese o lagne, desideri e ancora altri desideri… per una dozzina di ore, e di nuovo maggiore quiete, si dorme.
E avanti così per migliaia di volte, milioni! Si seguono le curve strambe delle luci sulla sfera terrestre, che lasciano alcuni, pochi, allo scuro o al bagliore per mezz’anno di fila. Senza senso!
Miliardi di persone, che dicono migliaia di parole ciascuno ogni giorno, non una sola di esse avrà davvero cambiato un accidente, non più del ronzio di un insetto. Non rimane nessuna traccia, da nessuna parte.
Mille giorni sono più di due anni e mezzo, si deve moltiplicare per mille per fare un milione, che dà un duemilasettecento anni: non è ancora nata Roma, fino ad oggi, cambiano gli attori di continuo, ma più o meno il plot è quello. Da un po’, si è illuminata la sera con l’elettricità, questo sì.
Ma le idee? Sono tutte sbagliate! Ce ne sono sempre state, erano tutte errate fino ad ora, è praticamente sicuro che siano tutte errate anche oggi, questa compresa, non serve a un emerito, sì: a ricordarmi che non serve a niente.
Forse “l’idea” come concetto, ci siamo affezionati, ma è sbagliata di per sé, non gliela fa a funzionare, a dare ciò che promette, e comunque sia, il suo effetto è penoso.
Alla fine, se non t’annoi e guardi abbastanza a lungo, la notte torna a spengersi, il Sole brucia tutto, la spuma della vita sul rogo planetario evapora, sparisce. Era pure ora!

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