Un Racconto Iperbreve

Lo scopo era trovare il modo per scrivere la storia più elaborata possibile, usando il minor numero di parole. Ho dato il mio contributo.

Il racconto è questo:

Una persona squisita davvero; mi ha dato una mano proprio ieri. Ottima! Persino senza limone.

Significato:
Apparentemente il parlante (che non è il protagonista) sta solo descrivendo un altro individuo verso il quale sente una generica riconoscenza per un imprecisato aiuto da lui avuto.
Al contrario, quanto detto va preso alla lettera, specie l’espressione di solito usata come metonimia -o catacresi- “dare una mano”.
Questo implica che chi si sta manifestando non è solo una persona di buoni sentimenti –gratitudine-, di buon gusto ed educazione (si esprime bene e gentilmente), è pure un cannibale.
Ha già mangiato, probabilmente friggendola in abbondante olio di oliva ben caldo, la mano ricevuta il giorno prima da un anonimo donatore.
Il cannibale, quindi, non è stato violento; l’altro soggetto, che deve essere un autolesionista colossale, probabilmente conoscendo i gusti del parlante, ha deciso di sdebitarsi, forse, o comunque di omaggiarlo, non ricorrendo ai soliti beni fungibili, ma addirittura amputandosi.
Lo “squisito”, quindi, non è una sinestesia riferita al carattere del summenzionato e va invece appaiato proprio alla qualità organolettica della sua carne, così eccelsa che, come si dice spesso debba succedere con il fritto di quello buono, era ottima persino senza ricorrere al succo di limone, usato spesso per mascherarne i difetti, e in specie quello di un olio abusato.

(Visited 17 times, 1 visits today)