Una riflessione su un aspetto dell’affondamento del RMS Titanic

Difficilmente può trovarsi un altro esempio dove in così breve tempo si sia verificata una catastrofe tanto emblematica per l’umanità come l’affondamento del Titanic.

Centinaia di vittime non protagoniste di una guerra, ma di una specie di riassunto, o compendio, della strana condizione umana, dovuto a un intrico di errori e leggerezze, e sfortune.

Lì, hubris, tracotanza, superficialità, eccesso di confidenza, e il sapiens nei suoi estremi opposti: generosità ed egoismo, sacrificio e paura, coraggio e codardia, competenza e ignoranza, conoscenza e ignoto, apparenza, rassegnazione e così via.

Un aspetto che mi pare non certo principale, ma curioso della tragedia risiede nel mondo, inutile, ma pure esso così umano, delle ipotesi a posteriori.

Una angoscia particolare è generata dall’esame delle varie alternative possibili al momento della verificazione degli eventi catastrofici di quell’unica e drammatica realtà che si è in effetti data, e che la avrebbero evitata. Sarebbe, in varie occasioni, “bastato poco”! Realtà che ora è un fatto, ciò che un grande definiva “la cosa più ostinata del mondo”. È immodificabile, cioè.

Si legge che se una volta avvistato l’iceberg si fosse deciso di non virare a sinistra, ma si fosse proseguito dritto, lo scontro frontale con la massa di ghiaccio non avrebbe fatto affondare lo scafo.

Ebbene è disarmante pensare che se l’ufficiale che diede il comando di provare ad evitare, inutilmente, il pericolo non lo avesse fatto, e si fosse schiantato direttamente, una volta a New York sarebbe probabilmente stato biasimato e processato, incarcerato, per la sua scelta passiva, dato che nessuno avrebbe potuto sapere che altrimenti una nave considerata inaffondabile, sarebbe non solo stata danneggiata, ma addirittura colata a picco in due ore circa.

Probabilmente gli si sarebbe detto di essere stato un pazzo, che quella nave era predisposta a superare un impatto con un iceberg e che non sarebbe mai potuta affondare.

In quel mondo inesistente e solo immaginato che vede il Titanic arrivare in porto senza prua, non sarebbe mai stato possibile investigare gli eventi in modo tale da sapere quello che è successo nel nostro.

Lui stesso, Murdoch, non poteva avere idea del fatto che la sua scelta effettivamente intrapresa ed intuitiva (virare) fosse peggiore dell’altra.

In un certo senso la scelta di proseguire dritto, non è mai esistita a prescindere dal fatto che non abbia visto la luce.

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