Un’Altra Idea sui Personaggi che Popolano gli Specchi

Fuori dalla semplice constatazione della poco stimolante realtà (gli specchi sono solo specchi, nessuno li abita), l’idea più comune e meno suggestiva è che essi si affaccino su universi paralleli.
Esiste però un’idea più elegante ed è che i personaggi che li popolano non siano diversi da noi, ma siamo noi stessi, restituiti in una versione invertita su un asse.

Allo stato attuale della conoscenza, pare che lo spazio sia piatto, non abbia curvature intrinseche; potrebbe però pensarsi che nella sua totalità l’universo abbia una curvatura che ancora non riusciamo a percepire e che tra le tante abbia magari una forma analoga a quella di un nastro di Möbius.
Un nastro di Möbius tridimensionale è una bottiglia di Klein, una forma interessante come poche che “vive” una vita angusta in un universo tridimensionale, e si troverebbe molto più a suo agio in uno tetradimensionale. Se così fosse, ci sarebbero interessanti conseguenze attinenti proprio alle immagini inverse.

Una persona che abiti su un mondo bidimensionale curvo sarebbe relegato in uno dei due lati creati dalla curvatura, potrebbe attraversare tutto il suo universo tornando al punto di partenza, ma non potrebbe accedere al lato opposto di quello dove è (esterno o interno).
Se però l’universo oltre ad essere curvo a trecentosessanta gradi, fosse anche foggiato come un nastro di Möbius, percorrendolo tutto, il personaggio attraverserebbe entrambi quelli che nell’altro universo sarebbero i due diversi lati, dato che la proprietà di quella famosa fascia è proprio di avere un unico lato (non essere orientabile). Anche questo personaggio potrebbe tornare al punto di partenza del suo universo, ma invece di aver attraversato solo una delle due facce, le avrebbe percorse entrambe. Oltre a ciò al tornare al punto originario scoprirebbe di essere una versione speculare, inversa, di se stesso.

Il viaggio di per sé ha provocato questo cambiamento, di cui non si è mai accorto.

Forse dall’altra parte degli specchi tornano a noi le nostre immagini di noi stessi che abbiamo attraversato per intero un universo con le proprietà spaziali di una striscia di Möbius.

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