Vita (maschile)

Inizia la vita, vedrai che divertimento; ottant’anni, di durata non garantita, buttati tutti in avanti, vorticosamente! Senza manco accorgertene incespichi nella fossa che il tempo vola!

Inizia col pianto, non lo ricorderai; finirai allo stesso modo e probabilmente nemmeno lo ricorderai.
L’infanzia è una malattia! La vecchiaia è una malattia!
Per tanti anni sarai piccolo e alla mercé di chiunque, ti faranno paura cose che non esistono e non capirai i pericoli di quelle esistenti.

Perderai tutti i denti da latte! Fa abbastanza male, ma ce la farai e se ti andrà bene avrai una mancia, non metterai le dita nelle prese di corrente, ci sarà tua madre a vegliare, tuo padre ad insegnarti.
Se ti va male, ti ustionerai in cucina, troverai qualche animale feroce acquattato chissà dove, al parco, in parrocchia, a scuola, altrove… non nell’armadio però.

Da giovane fino ai trenta, non potrai farci nulla; eh, sarai così strapieno di vitalità che ti farai male da solo! Cadute, sport, rotture, strappi, scoppi, contusioni, lesioni… testate come uno stambecco a altri stambecchi.
Conoscerai donne che vedrai bellissime e pure, probabilmente non ci farai nulla. Ancor più probabilmente ti ci farai male! Peggio che con la bici e le partite.
Anni stancanti, di lagne e piagnistei, musica orrenda, prove di fedeltà e competitività!
È la selezione della specie! Un sistema inefficiente e dispendioso, ma tanto è!

Con le femmine, tutto è rimandato a quando non sarai più ingenuo, e loro non saranno più né belle né pure, o, vedrai, non lo saranno mai state.
Nella maturità non ti farai male con altro che con la noia dell’esperienza, la sicurezza, la disillusione, l’uso di anestetici.
Se sei Ulisse scalpiterai per una partenza, un cambiamento. Sarai patetico! Se sei un mediocre è anche peggio; starai a casa puntando a diventare vecchio il prima possibile e provare a vendicarti della scema gioventù, che tutti odiamo.
È una battaglia persa! La gioventù si maltratta da sé, ma ha energia da vendere e sarai tu con la canna del bastone, il passo malfermo, a prendere gli scappellotti e le umiliazioni che vorresti elargire.

Ecco la vita! Selva di birre, prodotti commerciali, ricette, pacchetti.
Assommerai anni ed anni di materasso, giorni e giorni al gabinetto, all’ospedale, sul divano alla tv. Migliaia di ore di attese alle poste in coda, al supermercato, in auto, al telefono; chissà quante tra operazioni chirurgiche, garze, gessi, punti di sutura, denti saltati, spaventi, prepotenti, infiammazioni, sbronze, diarree, giorni di febbre, brodini e pastina, tosse e mal di testa; cene tra amici, cene di lavoro, vacanze, fregature, beghe legali.
“Conquiste” vengono a volte chiamati gli amplessi!
È la selezione della specie! Un sistema inefficiente e dispendioso, ma tanto è!
E poi, primavere e amori, nostalgie e languori, delusioni, perdite gravi.
Più  vivrai, più vedrai morire, più vedrai morire, più tutto ti parrà insensato. Ci si fa il callo!

Ah, potrai studiare! Sapere! Se sei predisposto. La conoscenza è una droga, non porta a nulla, è una droga; non porta nemmeno alla sofferenza, non siamo melodrammatici! Solo all’inutilità.
Morirai infarcito come un cannolo, ma stantio, ammuffito; quei canditi in crema inacidita che porti dentro il cervello non piaceranno a nessuno; e nemmeno a te ormai interessa tutta quella roba!
Chi t’ascolta da vecchio? Parlerai da vecchio, col ritmo da vecchio -e la gente ha fretta-, le parole da vecchio, la voce da vecchio, le frasi da vecchio. Si sente la differenza!
Le analisi, la lastra, l’ecografia… sono tutto quello che c’è da sapere, ormai.

Spenderai chissà quanto danaro, lotterai per farti pagare e per spendere danaro.
C’è sempre da diffidare di chi fa cose per altro che per danaro. In genere: o sono fanatici, o sono noiosi, o incompetenti.
Il meglio che avrai fatto, però, non avrà avuto valore alcuno; le cose di cui ti sentirai più orgoglioso non saranno quelle per cui ti avranno pagato, e ciò vale pure per quelle che ti avranno fatto maggiormente essere amato o odiato. Ammesso che qualcuno ti noti e che tu non sia del tutto anonimo. Capita eccome!
Salverai un bambino? Aiuterai un amico? Prenderai posizione, o dirai: “no!”? E ogni volta che ci ripenserai ti verrà da sorridere. Altrimenti sarai un codardo come tanti!
I codardi sorridono poco, sono seriosi, si sa.
E scelgono anche meno: ti terrai la tua lingua, religione, educazione, paese, senza discutere.

Ricorda che l’arte non paga, il coraggio non paga, l’amicizia non paga, l’amore non paga, il perfezionismo non paga, la sincerità non paga, lo scrupolo non paga, la bontà non paga, la mitezza non paga, fermiamoci qui, su, ma se scegli queste cose o altro degenere, fallo per gusto tuo!

Ma vedo che scalpiti per iniziare a correre! Vedrai che belle malattie ti aspettano! E tutte le sorprese, mille e mille sorprese! Che morti avvincenti ti sono state piazzate inattese in giorni assolutamente come tutti gli altri, magari a maggio coi primi calori. Tanti abbandoni! Tante sorprese, tante!
Successo forse poco, ma sul cesso di sicuro, come tutti! Solo su questo c’è uguaglianza nel mondo!

No, il diavolo non pare esistere, e meno che mai sarebbe interessato agli scacchi! Io non gioco, per carità! Sbagliano! Nemmeno la morte in nero gioca a scacchi, no! L’unica che gioca è la vita, vestita di bianco, come una pagina, ed è lei che l’ha sempre vinta su tutti, come deve essere in un mito.

(Visited 65 times, 1 visits today)