XIII

Lavorava, aveva lavorato, come Designer e Decoratore di Inferni per una ditta tedesca di medie dimensioni, specializzata in concetti di nicchia e preziosi dettagli “per gli Adi più esclusivi e sofisticati”, recitava lo slogan.
Il concetto stesso di nicchia è di suo infernale.

Ma quel lavoro lo odiava, infatti si licenziò dopo qualche anno, anche se, a onor del vero, era piuttosto dotato; ci era tagliato. Certo non era uno di quei geniacci che erano arrivati a concepire una religione intera, o frange popolari della stessa, o bijou di inferni come il marketing, le reti sociali, i musei, le dichiarazioni dei redditi, la settimana bianca, il turismo, o Natale; per non parlare di pilastri della civiltà come il lavoro, il sudore della fronte, o l’amore. Però, ad esempio, aveva coniato il termine, poi applicato a una figura determinata odiosissima, di “assessore alla cultura”, aveva elaborato un sistema particolarmente molesto e irritante di attesa in fila per eventi sportivi (se seguite o praticate lo sport lo avrete vissuto in carne propria) e pure sua era stata l’idea di porta cilindrica rotatoria, un’idea venutagli durante il tempo libero, che perciò vendette a una ditta cinese, piove sempre sul bagnato, la quale, applicando il movimento rotatorio a tornello brevettato alle più disparate idee, ci fece una fortuna.

Una volta ritiratosi a vita privata, si dedicò alla sua squisita passione per il collezionismo di teste coronate di re e monarchi, occasionalmente tiranni e dittatori; ne aveva un centinaio, e non tutte minori. Lo conobbi, infatti, ad una riunione per specialisti del genere; anche io frequentavo.
Appena presentatici, mi raccontò, e diventammo amici da subito, di un tale che stava strofinando con vigore una lampada ad olio comprata poco prima al mercatino dell’antico proprio sotto casa sua; lo vide lui coi suoi stessi occhi, vide uscire del fumo nero e denso come diesel. Aveva preso una di quelle lampade col genie intrappolato dentro. “Libero, liberooo, liberoooo!” disse la figura una volta presa forma fisica. Gli offrì tre desideri, il classico, il canonico, ma non ebbe tempo manco di fargli sapere quanto a lungo era stato rinchiuso e quanto grato fosse, che quello tagliò corto. Disse che un solo desiderio gli bastava e che voleva diventare un gatto. Per non complicarsi la vita scelse il colore perla/champagne per la sua livrea, e non lo si vide più.
Lui rimase affascinato da tanta concisa determinazione e chiarezza di idee: una scelta come quella della metamorfosi in meno di un minuto!

Una storia interessante! Non potevo lasciarmi sfuggire il nuovo venuto, benché, di tutte le maniere di essere antipatici, fosse afflitto dalla peggiore (e di gran lunga), era inglese. Ma era molto istruito e di ottimo gusto, aveva anche fondato un sito letterario che aveva chiamato con un gioco di parole, a dire il vero raggelante: “Donkey Quotes” e aveva il simbolo del Chisciotte sul mulo di Sancho. Ivi, ordinava per indice di bellezza estetica le migliori frasi scritte in ogni lingua da sempre. Un lavoro titanico!

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