XVI. Estratto da “Storia della Stupidità Umana” di Paul Tabori, Capitolo VIII Mito e Sogno, Par. IV, Parte III

Ad ogni modo siamo riusciti a stabilire la seguente premessa: sulla scorta dell’insegnamento di Paracelso era possibile creare esseri umani senza aiuto della donna. Se la toeria fosse stata corretta ci sarebbe stato da supporre che pure le donne avrebbero potuto concepire per vie altre rispetto a quelle della Natura.

E la prova certa di ciò che affermiamo è in una decisione giudiziale. (Pubblicato in Curiosités judiciaires, di B. Waré, Parigi, 1859, però citato frequentemente in letteratura tedesca del secolo XVII. Appare, per esempio, in Der Grosse Schauplatz, Amburgo, 1649-1652, di G. Plí. Harsdúrffer, in Relationes Curiosae, Amburgo, 1683-1691, di E. G. Happel, e in Metamorphosis telae judiciariae, Nuremberg, 1684, di M. Abele.)

Successe nella città di Monpellier che un nobile chiamato Aiguemere entrasse a servizio del cardinal Valette, e lo accompagnasse in Alsazia. Dopo quattro anni di assenza, per diverse ragioni la sua sposa non poté seguirlo quando si incorporò alla corte del porporato e rimase nella villa signorile, dove spese quattro anni in onorata reclusione.

I fratelli del nobile deceduto, i signori De La Forge e De Bourg-Le-Mont sperimentarono una considerevole sorpresa quando dopo la morte di Aigumere, furono informati che la loro vedova cognata, lady Madeleine era incinta. La sorpresa diede il passo all’agitazione quando seppero del lieto evento: la vedova aveva dato alla luce un bimbo. Poco importava la morale di Lady Madeleine, il bimbo fu iscritto nel registro ecclesiastico come figlio del de cuius signor Aiguemere, e pertanto come legittimo erede di tutte le sue terre e possedimenti.

Questo era troppo! I due fratelli iniziarono un processo col fine di ottenere la declaratoria di illegittimità del bimbo. C’era poco da dubitare sul probabile risultato. Siccome era dimostrabile che la vedova non aveva visto il suo sposo per quattro anni, il tribunale dichiarò che il defunto non poteva essere il padre, e pertanto il bimbo fu dichiarato illegittimo ed escluso dall’eredità.

Ma la vedova non accettò la decisione. Propose appello al Parlament de Grenoble (in Francia i Parlamenti erano corti di appello). Fondò il reclamo sulla solenne dichiarazione che durante l‘assenza del suo sposo aveva portato avanti una vita virtuosa e pura, e nessun uomo era entrato mai nelle sue stanze, e pertanto era impossibile che un estraneo fosse il padre di suo figlio. Ciò che era successo era fantastico ma reale: la donna affermò che poco prima di morire il suo sposo l’aveva visitata. Non in modo reale e fisico, ma in sogno. Ad ogni modo questo incontro coniugale aveva avuto gli stessi effetti di uno nella vita reale. Subito si avvertirono le conseguenze, e allora lei aveva riferito del caso a vari testimoni. Per cui si chiedeva che venissero sentiti i testimoni e i vari esperti.

Si creò pertanto una situazione che sconcertò tutti gli animi sensibili. Il Parlamento di Grenoble accettò i testimoni. Le nobili dame Isabel Delberiche, Louise Nacard, Marie de Salles ed altre si presentarono a dichiarare. Affermarono, sotto giuramento, che al principio della gravidanza Lady Madeleine aveva loro parlato del sonno miracoloso, e che aveva assicurato che giammai aveva avuto relazioni con altri che col suo sposo; e pertanto il bimbo che aspettava doveva essere frutto di questo sogno così vivido.

Questa interessante prova fu completata da quattro ostetriche: Mesdames Guillemette  Garnier, Louise Dartault, Perrette Chauffage e Marie Laimant. Le quattro esperte testimoniarono unanime che il fenomeno era possibile e che avevano conoscenza di altri casi simili.

Il Parlamento di Grenoble era molto coscenzioso, e non si accontentò delle dichiarazioni delle quattro matrone. Chiamò a testimoni quattro medici prestigiosi, col fine di ascoltare opinioni veramente esperte. I dottori Denis Sardine, Pierre Mearaud, Jacques Gaffié e Alienor de Belleval. Dichiararono, dopo matura riflessione, che il caso di Lady Madeleine non era inverosimile. Uno degli argomenti di maggior peso impiegati fu l’esempio degli harem turchi, dove (secondo gli esperti) succedeva spesso che nonostante l’isolamento in cui si trovavano le odalische e che il padrone non esercitava spesso i suoi diritti coniugali, le donne di tanto in tanto presentavano ai loro signori il frutto del loro amore. Secondo le parole di Harsdórffer, la spiegazione medica del caso era “inappropriata per orecchie virtuose”.

Tali ponderose testimonianze furono esaminate con scrupolo dal Parlamento di Grenoble, e si dettò sentenza a favore di Lady Madeleine. La decisione recitava: “In virtù delle prove ottenute, delle opinioni e dei ragionamenti esperti presentati da molti medici, ostetriche, ed altre persone di valore residenti a Montpellier, sulla verosimiglianza dei fatti discussi, il tribunale ordina che il bambino in questione sia dichiarato figlio legittimo ed erede del signore di Aigumere. Inoltre convoca i signori De La Forge e De Bourg-le-Mont, come attori in prima istanza, a dichiarare che la succitata Madame d’Aigumere è donna virtuosa e rispettabile, formulando una attestazione scritta di tale fatto dopo che la decisione abbia assunto validità. In data 13 febbraio 1637, etc.”…

Era troppo, i fratelli erano rassegnati al fatto che il bastardo usurpasse il titolo e la proprietà, ma estendere un certificato morale alla cognata adultera, e divenire i buffoni di Montpellier… era ovvio che tutta la città partecipava a una congiura a favore della vedova. Il padre sognato era morto e non poteva intervenire; il padre reale era di sicuro un alto funzionario che muoveva i fili della strana commedia.

Incolleriti, i due fratelli appellarono la suprema autorità, la Sorbonne de Parìs. Qui i cospiratori di Grenoble e Montpellier non avrebbero avuto influenza. La Sorbona annullò la decisione di Grenoble, e la qualificò come “erronea al più alto grado”; il “bambino del sogno” fu dichiarato illegittimo e spogliato della sua eredità.

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